Verso fuori.

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Il Ligaoro

Dal momento che non ho più potuto fare fotografie astronomiche, a causa del tempo così avverso da generare situazioni tragicomiche, mi sono dedicato un po’ alla fotografia naturalistica. Dedicherò degli articoli alla pubblicazione di qualche foto che ho scattato negli ultimi mesi. Questa ritrae un simpatico ramarro verde, che dalle nostre parti si chiama ligaoro.

Ligaoro (Ramarro)Dal momento che non ho più potuto fare fotografie astronomiche, a causa del tempo così avverso da generare situazioni tragicomiche, mi sono dedicato un po’ alla fotografia naturalistica. Dedicherò degli articoli alla pubblicazione di qualche foto che ho scattato negli ultimi mesi. Questa ritrae un simpatico ramarro verde, che dalle nostre parti si chiama ligaoro. La foto è stata fatta con la Canon EOS 60Da, una macchina progettata per l’astrofotografia, con un filtro specifico per permettere la trasmissione della prima riga della serie di Balmer dell’idrogeno. Su alcuni soggetti terrestri (in particolare certi fiori, la corteccia degli alberi) questo dà una dominante rosso-infrarossa non percepita dall’occhio umano, che falsa i colori, talvolta con spettacolari effetti scenici (nuvole al tramonto). Su altri, come il ligaoro, lo sfasamento è nullo. Naturalmente da quando l’ho comprata non c’è stata una sera buona per fotografare, sarà per quello…

Il ramarro è innocuo e non si capisce perché provochi orrore in tanta gente; ha un colore bellissimo e, tra l’altro, mangia insetti che spesso sono dannosi per l’agricoltura o l’uomo. Se vi capita di passare per una assolata stradina di campagna, magari vicino a una fonte d’acqua, ne troverete di certo. E già che ci siete, evitate di correre come scalmanati con la macchina, così non li spiaccicate.

Ciao!

Bombo e Mandorlo

Bombo sul Mandorlo - 02.04.2013

Una rondine non fa primavera,… ma un bombo spesso sì! Speriamo sia vero, ormai di questa bassa pressione nordatlantica non se ne può più…

La rosa del 27 Ottobre

Rosa del 27 ottobre, con gocceÈ tradizione che il giorno 27 di ottobre, con qualunque condizione meteorologica, si riesca a vedere il sole, se non altro per qualche minuto mentre fa capolino tra le nubi. Neanche quest’anno si è smentito, nonostante la pioggia; questa, anzi, ha regalato, a mezzodì, un piccolo e rarissimo frammento di arcobaleno, assieme a questa foto di una delle ultime rose.

Cirroarco con Poiana

Sembra che i cirri che ho fotografato ieri sera abbiamo voluto ringraziarmi dell’interesse, esibendo pochi minuti fa uno splendido arco di alone solare, che sono riuscito a riprendere assieme al passaggio di una bella poiana.

Arco di Alone Solare con Poiana, sui cirrostrati.L’alone solare si forma perché la luce è rifratta dai cristalli di ghiaccio dei cirri, proprio come accade con l’arcobaleno; tuttavia, il differente indice di rifrazione e la simmetria esagonale dei cristalli fanno sì che, al contrario di quel che avviene con le gocce d’acqua, l’arcobaleno sia dallo stesso lato del Sole, con la banda rossa rivolta verso di esso. A causa di questa vicinanza, gli aloni solari sono spesso di debole intensità.

La poiana è un assiduo frequentatore: mi è capitato di vederla sbucare a pochi metri di distanza mentre volava rasoterra. Dalle mie parti ne abbiamo un gruppo di quattro esemplari, che hanno i loro rifugi sul monte Priaforà, e scendono a valle per cacciare topi e passeri.

Infine, ho dovuto aumentare contrasto e saturazione della fotografia, che è una posa di 1/2000 di secondo a 100 ISO, con l’obbiettivo da 55mm a f/8, perché l’arco era evidente sullo schermo della fotocamera, ma non su quello del mio elaboratore.

Ciao!

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