Verso fuori.

Categoria: Fisica Pagina 4 di 6

Cirroarco con Poiana

Sembra che i cirri che ho fotografato ieri sera abbiamo voluto ringraziarmi dell’interesse, esibendo pochi minuti fa uno splendido arco di alone solare, che sono riuscito a riprendere assieme al passaggio di una bella poiana.

Arco di Alone Solare con Poiana, sui cirrostrati.L’alone solare si forma perché la luce è rifratta dai cristalli di ghiaccio dei cirri, proprio come accade con l’arcobaleno; tuttavia, il differente indice di rifrazione e la simmetria esagonale dei cristalli fanno sì che, al contrario di quel che avviene con le gocce d’acqua, l’arcobaleno sia dallo stesso lato del Sole, con la banda rossa rivolta verso di esso. A causa di questa vicinanza, gli aloni solari sono spesso di debole intensità.

La poiana è un assiduo frequentatore: mi è capitato di vederla sbucare a pochi metri di distanza mentre volava rasoterra. Dalle mie parti ne abbiamo un gruppo di quattro esemplari, che hanno i loro rifugi sul monte Priaforà, e scendono a valle per cacciare topi e passeri.

Infine, ho dovuto aumentare contrasto e saturazione della fotografia, che è una posa di 1/2000 di secondo a 100 ISO, con l’obbiettivo da 55mm a f/8, perché l’arco era evidente sullo schermo della fotocamera, ma non su quello del mio elaboratore.

Ciao!

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HelioViewer

Spesso, divulgando l’astronomia, si pone molto l’accento sulla cosmologia e sullo studio delle galassie, delle nebulose, degli ammassi stellari. Oppure si parla dei pianeti e della Luna, dai quali molti bambini sono naturalmente affascinati. Per assurdo, spesso passa inosservato l’oggetto più evidente della nostra vita, il Sole!

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Sole del 16/17 marzo 2012 (auguri Italia!)

Eppure, al pari dei telescopi spaziali che ci aiutano nello studio del profondo cielo, esistono numerose sonde che tengono costantemente sotto controllo il Sole. La sonda SOHO (Solar and Heliospheric Observatory), progetto congiunto delle agenzie spaziali europea ed americana, lanciata nel lontano 1995, è stata recentemente affiancata dalla nuova sonda americana SDO (Solar Dynamics Observatory). La sonda SDO invia continuamente a Terra immagini del Sole in differenti lunghezze d’onda, mentre nell’archivio della sonda SOHO sono presenti fotografie… dal 1995 ad oggi!

Tutta questa mole di dati è liberamente accessibile in rete tramite il sito interattivo http://www.helioviewer.org, attraverso il quale si possono visualizzare le fotografie in tempo reale e anche per una specifica data e ora. Si possono anche creare dei video accelerando il tempo, in maniera da vedere lo sviluppo di fenomeni grandiosi come le eruzioni solari o i brillamenti. Tutto questo può essere fatto anche con un programma multipiattaforma, scritto in Java, JHelioViewer, che, a differenza dell’interfaccia web, scarica ed elabora in locale le fotografie in formato JPEG2000. Grazie a JHelioviewer, si possono impostare con precisione parametri come il tempo d’inizio e di fine del filmato, il frame-rate, il numero di immagini, per non parlare dei livelli, ciascuno relativo ad una specifica lunghezza d’onda. Helioviewer.org e JHelioViewer sono software creati e gestiti dall’Agenzia Spaziale Europea, l’ESA.

Qui sotto, potete vedere un video che ho realizzato in questo modo: riprende la rottura a catena di due filamenti solari, avvenuta nella sera e nella successiva notte del 16 Marzo scorso. Consiglio a tutti di fare un giro sul sito di HelioViewer o di scaricare il programma; vi dò anche una data interessante, il 6 dicembre 2010. Scoprite voi cosa è successo quel giorno sul Sole…

Millebolle

I quattro tipi di bolle

In alto le bolle che contengono aria, in basso quelle che contengono acqua. A sinistra quelle che sono nell’acqua, a destra quelle che sono nell’aria. Nell’ordine: bollicine d’aria in acqua, bolle di sapone, bolle inverse d’acqua, goccioline su una foglia. Sulla diagonale dall’alto a sinistra in basso a destra le bolle che hanno una sola superficie di contatto (e che quindi, se fossero perfettamente sferiche, avrebbero una pressione interna più alta di 2σ/r rispetto a quella esterna), mentre sull’antidiagonale quelle che ne hanno due (con pressione interna pari a quella esterna più 4σ/r se fossero sferiche).

(VIDEO 1)          (VIDEO 2)

Ancora sulla ricerca…

Riporto come articolo, per questione di comodità, il commento di Luca e la mia replica al post LHC: collisione a 7 TeV ! del 30 marzo 2010.

Cari …Giovanni e caro Fabio ,
non è che alla gente non gnene frega niente di sti acceleratori di energia minimale …forse molti non sono acculturati , ma noi scienziati seri sappiamo che tale grande anello non serve per capire l’universo e da dove veniamo …questi investimenti servono solo a spendere dei soldi pubblici per mantenere “pseudoricercatori” a stipendio …in uno stipendificio pubblico a costi vostri …invece che mandarli a lavorare nel privato …dove nemmeno si guadagnerebbero il pane ….
E’ nel privato che si fà vera ricerca …e dove purtroppo non essendoci stipendifici pubblici non arrivano finanziamenti …quindi il tutto va avanti lento per la sola disponibilità dei finanziatori privati e degli imprenditori o scienziati privati….
La più grande scoperta del secolo o del millennio è la macchina per la “ex fusione fredda” …..è la realizzazione di privati (Ing. Rossi e prof.ss Focardi in pensione) …insieme a molti ricercatori privati (tra cui il sottoscritto) ….senza finanziamenti e nessun scienzato stipendiato …vuole ammettere di rubare il pane a tutti voi e noi …di tutto questo scritto sopra …nulla l’uomo può giovarsene per l’energia e per conoscere l’universo .
Sono solo grandi e costosi giocattoli per scontrare automobiline e vedere dove finiscono i pezzi…inutilmente
Poi ci fanno libri e “scienza” ma è solo sperpero del denaro pubblico.
Peccato che sono Italiani e il governo Italiano non si accorge di avere in casa la soluzione per l’energia del Paese …e del mondo .

a presto

Innanzitutto ci tengo a precisare che non sono un ricercatore ma uno studente di Fisica che ha appena concluso il primo anno di Università. A causa di ciò, non conosco il mondo della ricerca e posso riportare solo le impressioni che ricevo indirettamente. Detto questo, dissento in maniera completa dal suo pensiero. Non credo che le macchine e i progetti di ricerca del CERN siano una montatura per mantenere a spese pubbliche ricercatori che non fanno nulla dalla mattina alla sera, facendo “scontrare le macchinine per vedere che vanno a pezzi”. Esiste certamente una vasta parte della popolazione mondiale che vive parassitandosi su tutti gli altri: in Italia, penso a una vasta parte di coloro che si impegnano in Politica, a certa imprenditoria che costruisce e cementifica per buttar giù e guadagnarci, a Silvio Berlusconi e al suo gregge di servi, a tre quarti del Meridione, alla Santa Romana Chiesa Cattolica. Direi, anzi, che il parassitismo è caratteristica fondante del nostro essere italiani, nel Sud come nel Nord. Nel Mondo penso a tutte le Dittature, ai quadri militari e agli eserciti, come l’Alleanza Atlantica, ai mercati finanziari (in questi giorni è sotto gli occhi di tutti quanto la mano invisibile di Adam Smith ci faccia del bene). Ometto una grande entità statale perché ce n’é già abbastanza per mettermi in carcere se mi capiterà di andarci ancora. Non annovero tra questi i ricercatori pubblici. Per quanto riguarda l’utilità dei progetti di ricerca pura, rimando ad un post che ho scritto nel 2008, La ricerca pura, che è anch’esso la risposta ad un commento di una lettrice estremamente scettica che ho trovato sul blog http://tuttoqua.wordpress.com/2008/09/09/esperimento-cern-diretta-via-web/.

Sono scettico anche riguardo alla sua affermazione “È nel privato che si fa la vera ricerca”. Progetti di ricerca riuscitisimi come il telescopio spaziale “Hubble” non sarebbero mai potuti sorgere dalla volontà di un’ unica entità privata (ma forse per lei i ricercatori dell’ ST-ECF e dello STSI rappresentano solo uno spreco di denaro, gettato a mare per attività ‘inutili’ come l’astronomia), per via dei costi ma soprattutto dell’interesse. Un imprenditore, a meno che non si tratti di un miliardario al sicuro da tutto, non ha alcun interesse immediato verso un progetto che non può, a breve termine, portargli un vantaggio economico. In Italia, addirittura, la gran parte non ha interesse neanche per quello che potrebbe portargli un vantaggio economico a breve termine, cioè la ricerca applicata. Se la ricerca e l’università dovessero essere subordinate ai capricci dei privati, che in Italia è la direzione che si è presa, alla luce dell’ultima riforma universitaria della nostra candida ministra dell’Istruzione, ci sarebbero campi che rimarrebbero insondati e privi di finanziamenti. Nel sistema economico che pratichiamo, il privato agisce per il proprio tornaconto.

Lo dimostra anche il fatto che l’ingegner Rossi, da lei citato nell’ambito della fusione a freddo, non abbia ancora voluto pubblicare per intero le tecniche che stanno alla base del funzionamento del suo dispositivo, che fa leva sull’utilizzo di addiviti segreti, come ho sentito dire di sua bocca in un servizio trasmesso qualche mese fa sul terzo canale della televisione di Stato, in onda dopo un programma d’inchiesta. Se davvero è la scoperta del millennio, cosa diavolo importa all’ingegner Rossi di tener segreta la sua miracolosa miscela finché non gli abbiano concesso il brevetto? Sono in gioco interressi economici. Ammetto di non essere particolarmente informato al riguardo (se vuole, visto che lei dice di aver collaborato alle ricerche, potrà fornire ulteriori dettagli ai lettori del sito e a me), ma so che il processo coinvolge la fusione tra Idrogeno e Nichel. Se davvero ciò è possibile, non c’é motivo di non felicitarsene: significa che la teoria fisica utilizzata fin’ora, che prevede per la fusione di nuclei più pesanti di quello del Ferro un assorbimento d’energia, è sbagliata, e che, per spiegare il funzionamento della macchina, se ne dovrà costruire una nuova. Potremmo allora tutti usufruire dell’energia prodotta da dispositivi come quello dell’ingegner Rossi. Ma, fintantoché non sono pubblici i risultati delle ricerche non si può costruirci sopra niente di onesto e trasparente. E non credo alla tesi complottista dei ricercatori pubblici “cattivi” che rigettano questi risultati solo perché vogliono tenersi salda la poltrona. Vuoi vedere che in tutto il mondo non c’é qualcuno disposto a sentire le vostre ragioni e a tentare di chiarire la faccenda? Ma, ripeto, come si fa finché il processo è sotto segreto?

Infine, non amo le persone che per presentarsi parlano male degli altri. Ho constatato una certa demagogia nel suo intervento. Benché sia un normalissimo studente conosco alcuni di coloro che lei definisce ‘pseudoricercatori’ e li reputo persone per bene, che compiono una vita dignitosa, spesso con molti sacrifici. Se il senso del suo commento è quello di crearsi una sponda, direi che non le è andata bene. Se invece lei è in buona fede, la prego di rispondere della sua ricerca, chiarendomi, ad esempio, che tipo di nuclide risulti dal processo di fusione, e le chiedo inoltre, essendo in contatto con l’ingegner Rossi e il professor Focardi, di dir loro da parte mia di rendere pubblici tutti i dettagli del loro dispositivo, per maggior beneficio dell’umanità. Di sicuro, dopo una vita di ingegnere e di professore universitario non avranno problemi economici,… beninteso, sempre se gli speculatori internazionali non decideranno altrimenti.

GC

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